Comunicazione per gli interessati, riguardante la selezione delle iscrizioni pervenute per la sfilata del Carnevale Riciclone di Lavis e considerazioni relative all’assenza di carri.

Troppe polemiche si stanno costruendo attorno all’assenza dei carri alla sfilata del nostro Carnevale Riciclone. Mi sento allora di chiarire a beneficio della verità che sono pervenute alla Pro Loco quattro richieste, delle quali due in ritardo rispetto al termine di consegna, una di queste riguardante un carro allegorico privo, al momento della richiesta, di documentazione necessaria per poter procedere serenamente all’organizzazione della sfilata.

Sta all’organizzatore decidere quanti occhi chiudere, non avendo né l’esperienza e nè la tranquillità necessaria per concedere deroghe ho preferito sgravare il direttivo della Pro Loco, già oberato dagli impegni amministrativi e dai preparativi per gli eventi estivi, di ulteriore stress procedendo così per tempo alla pianificazione di una sfilata per gruppi mascherati che impegnerà un centinaio di maschere. Ho spiegato la questione al gruppo del carro ma non ho ricevuto risposta.

Ricordo poi che oltre alla sfilata c’è il momento di festa in piazza garantito in buona parte dalla rassicurante presenza dei soliti, direi storici, volontari: la maccheronata, il servizio piatti su cauzione, l’intrattenimento danzante, il truccabimbi, la conduzione della sfilata, etc…

Lo stupore suscitato dai carri allegorici è il perno attorno al quale ha sempre ruotato il Carnevale, foto e video d’archivio di una Lavis d’altri tempi ci riportano ad un periodo magico dove la semplicità e la spensieratezza facevano da padrone: decine di carri carichi di gioventù che danza gettando coriandoli in testa agli astanti o che improvvisa un concertino, tutto intorno strutture mobili costruite con tubi dei focolari, assi, frasche, materiali vari di recupero. (per ognuna di queste situazioni si potrebbe oggi citare: la SIAE, le nuove normative in materia di sicurezza, il codice della strada, etc…) Come possiamo oggi rivivere la suggestione di quei tempi?

Possiamo riuscirci a mio parere percorrendo quattro strade:

1) Cambiare l’organizzatore. Oggi rispetto a ieri sono aumentati i rischi e i vincoli per l’organizzatore della festa, per il responsabile del carro, per il proprietario e guidatore del mezzo. Un presidente della Pro Loco provvisto di esperienza e intraprendenza per incentivare la partecipazione dei carri allegorici può:

  • Stipulare una convenzione con l’ingegnere che si occuperebbe di verificare la sicurezza dei carri.
  • Attivarsi per trovare fra le aziende e i privati del territorio alcuni capannoni o magazzini disponibili ad ospitare le fasi di costruzione dei carri.
  • Ipotizzare di promuovere una sponsorizzazione tecnica con le aziende del territorio, per la reperibilità di materiali, attrezzature, etc…
  • Sensibilizzare le associazioni di categoria per mettere a disposizione i mezzi agricoli e magari stipulare un’apposita polizza assicurativa.
  • Attuare accordi con l’autorità che dovrebbe poi effettuare la scorta dal luogo dell’allestimento del carro al luogo della sfilata e viceversa.

Questa strada è percorribile associandosi alla Pro Loco, partecipando alla prossima assemblea dei soci e presentando la propria candidatura come consigliere/a e in seguito come presidente, il resto verrà da sé. Scriveteci, parliamone quando volete. No perditempo.

2) Cambiare Luogo. Se lo spirito di festeggiare il carnevale a casa propria non è così importante si può andare a Venezia o a Viareggio. Per un motivo o per l’altro il Carnevale lavisano potrebbe morire di morte naturale.

3) Cambiare Normative. Si può organizzare una petizione popolare per chiedere alle autorità competenti di valutare un alleggerimento delle normative, chiedere alla politica nazionale di individuare quei cavilli utili a togliere i troppi vincoli nell’organizzazione di eventi di questo tipo. Già l’unione nazionale delle Pro Loco sta facendo passi positivi in tal senso.

4) Cambiare atteggiamento. Si può rendersi conto che i tempi sono cambiati e che non saranno più i carri allegorici a donarci quel senso di stupore del tempo carnevalesco, cercare di uscire dalla veste di spettatore televisivo, freddo, passivo verso lo svolgersi dell’evento, quasi come un consumatore dell’evento, ma entrare nella festa da protagonista e sentirla propria. Questo può accadere se ci si accorge che senza la propria presenza la festa non può essere tale, questo è l’atteggiamento di tutti quelli che in quel giorno saranno impegnati alla sua buona riuscita ma anche di chi saprà fare la sua parte nel rendere vivo lo spirito del Carnevale. Cosa intendo? Non si può subire la pesantezza di una mamma alla mercé dei figli che non sa stare al gioco, che contesta al truccatore di non saper disegnare una farfalla sul viso della sua bambina (fatti accaduti). Perché non approfittare di essere in un piazzale protetto e controllato per lasciare che i bambini si rincorrano e giochino liberamente fra di loro come è sempre stato? Perché non recuperare dai propri figli o nipoti l’immaginazione e la leggerezza, la creatività e la magia del mascheramento, costruendo assieme le proprie maschere partendo da una scatola delle scarpe e un vecchio vestito? Il carnevale fin dalle sue radici è sempre stato per gli adulti un modo di stravolgere per un giorno il proprio modo di vedere il mondo. Prendete un giovedì di ferie, siate re e regine di questo vostro Carnevale Riciclone!

Paolo Scaramuzza

Presidente della Pro Loco di Lavis