pROLOCO

Lavis

Lavis è logisticamente il centro di estrema importanza vitale nel rapporto con il tor­rente che lo lambisce da secoli. Centro al quale lo stesso Avisio ha lasciato un suo ricordo indelebile ed incancellabile, affibbiando il nome all'intera borgata ab­barbicata sulle sue sponde. Odio-amore, naturalmente, tra gli abitanti ed il torrente che da tempi immemorabili aveva contribuito alle risorse (anche vitali) dell'intera popolazione che gli gravitava intorno.Anche pericolo e paura non erano mai mancati nel corso dei secoli passati: basti ricordare nella storia le grandi inondazioni, brentane ed alluvioni che tutto avevano sconvolto, distrutto e cancellato. Ma sempre pronti i lavisani, avevano rico­minciato tutto da capo e, rimboccandosi le maniche, avevano fatto nuovamente la pace con l'amico Avisio.

Avisio è quindi il vero toponimo storico della borgata poi chiamata definitivamente Lavis. Il torrente è l'omonimo che scende dalle valli di Fassa, Fiemme e Cembra, tagliando tutta la vallata trasversalmente e sfociando poi nell'Adige, proprio di fronte alla parete della Paganella.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                  LAVIS TRA LA PAGANELLA E L’AVISIO                                                    IL TORRENTE AVISIO

 

La borgata sta a settentrione di Trento, sul­la riva destra dell'amico torrente, quasi a semicerchio, a valle dell'imboccatura della forra che si protende verso la valle di Cembra, il Zambel e la Serra di S.Giorgio, con alle spalle il Doss Paion, oltre all'ex giardino-castello Bortolotti detto dei Ciucioi. Sul fianco della collina verso Pressano si trova un colle cinto ed immerso in un muro di roccia detto Pristol, nome questo che ri­corda ancor oggi il castelliere preistorico ed un altrettanto antichissimo castello che lo ospitava, con­trollando a vista tutta la nascente borgata.

E con i ricordi storici si sono susseguite anche le vicende stesse di Lavis.Da semplice borgo qual'era nel XII secolo, il panorama mostrava solamente un piccolo gruppo di casupole sparse tutt'intorno, con alcuni mulini e segherie alimentati ad acqua.Dopo quest'epoca gli abitanti aumentarono, i terreni iniziarono a ridursi a coltura, si avviò anche la bonifica graduale dell'intera pianura, si tentò di ridurre l'Avisio entro determinati confini, consentendo così un metodico e graduale sviluppo edilizio per nuove abitazioni.

Si crearono magazzini, botteghe artigiane ed arrivarono anche le prime industrie. Lavis divenne così nel tempo una florida borgata eminentemente agricola, fiorente l'allevamento del baco da seta poi risanato dall'illustre lavisano don Giuseppe Grazioli, che portò addirittura il nuovo seme dalla lontana Cina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SCORCIO DEL GIARDINO PENSILE DETTO DEI “CIUCIOI”

 

 

 

 

Pregiati e gustosi i suoi vini, sia di pianura ma anche quelli provenienti dalle soleggia­te colline e dai Masi caratteristici che cir­condano tutto il territorio lavisano. Ancora storia poi, e i mutamenti genera­zionali lasciano il posto alle varie e innumerevoli novità prorompenti e incombenti. Gli abitanti sempre in aumento hanno poi determinato anche il cambio epocale di economia, le campagne hanno lasciato gradatamente il posto alle fabbriche, ai capannoni e agli stabilimenti industriali anche provenienti dall'estero.

Tanta acqua è passata nell'Avisio in tutti questi secoli, la borgata è cresciuta in tutte le sue prerogative ambientali e logistiche, tanti i cambiamenti epocali che hanno fatto di Lavis una comunità veramente al pas­so con i tempi.

E' rimasta fedele alla sua storia antica con il torrente Avisio, un'amicizia che ormai è divenuta una vera e propria corsa insieme, verso un futuro ancora più radioso, coinvolgente e gratificante per tutti.

 

 

 

 

 

LA CHIESA ARCIPRETALE DI S.UDALRICO

                                                   A.D. MLCCDXXVII                                           

CON VIA CRUCIS LIGNEA 

DELL’ARTISTA WINKLER

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                     

 

 PRESSANO                                                  SORNI

                          I due paesi immersi in dolci colline ricche di pregiati filari ..

Da ricordare inoltre i numerosi MASI che costellano le colline avisiane

e la frazione di NAVE S.FELICE.

 

 

Il giardino Bortolotti detto "dei Ciucioi", è un esempio di architettura di tipo romantico tramite il quale si è cercato di far rivivere un paesaggio fantastico e pittoresco. Completato nel 1860 per volontà di Tomaso Bortolotti da Lavis, il giardino sorge nei pressi delle salite del Bristol e richiama, con la sua architettura naturalizzata fatta di sassi a vista, le vestigia dell’antico Castelliere preistorico.Nel periodo di massimo splendore, il giardino ospitò una suggestiva cornice di piante rare ed esotiche disposte in due serre vetrate che si inserivano con eleganza nel complesso naturalistico contrassegnato da ampie terrazze coltivate. Palme, magnolie, limoni, aranci, nespole del Giappone, piante officinali ed aromatiche risaltavano all’interno di un insieme incorniciato da solide mura dalle quali si distinguono alcune strutture ad archi di ispirazione gotica ed orientaleggiante, sostenute visivamente dalla presenza di alcuni maestosi cipressi.

Le frazioniIl paese di Lavis

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